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	<title>Calabria Nuova</title>
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	<description>Vieni a scoprire la Calabria</description>
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		<title>Da Lamezia Terme alla scoperta delle coste calabresi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 15:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nduja</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Calabria è una delle destinazioni preferite dal turismo estivo, dal momento che in questa regione è possibile unire alla “classica” vacanza balneare la visita a luoghi di interesse storico, culturale e artistico. Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, grazie &#8230; <a href="http://www.calabrianuova.it/turismo/da-lamezia-terme-alla-scoperta-delle-coste-calabresi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36" title="Auto" src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2012/01/autonoleggio-300x199.jpg" alt="Noleggio auto" width="300" height="199" /><strong>La Calabria è una delle destinazioni preferite dal turismo estivo, dal momento che in questa regione è possibile unire alla “classica” vacanza balneare la visita a luoghi di interesse storico, culturale e artistico. Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, grazie al suo aeroporto internazionale rappresenta uno dei luoghi di arrivo principali per il turismo.</strong></p>
<h2>I luoghi più belli di Lamezia Terme e delle coste calabresi</h2>
<p>Presso la città di Lamezia Terme è possibile visitare le antiche Terme di Caronte che, con le loro quattro polle di acqua calda (sino a 39°C), sono conosciute da secoli per i loro effetti terapeutici. La città è dominata dal Castello Normanno, che si staglia al di sopra del borgo storico di San Teodoro. Presso Sant’Eufemia si può invece ammirare la ben conservata torre di difesa conosciuta come Bastione di Malta, risalente al XVI secolo.<br />
Partendo da Lamezia Terme è possibile partire alla scoperta di alcune fra le più belle spiagge della Calabria e dell’intero sud Italia. Come, ad esempio, i lidi di Soverato, Copanello e Marina di Badolato, situati in provincia di Catanzaro. Spostandosi verso la costiera crotonese si incontrano le splendide spiagge di Capo Alice e di Le Castella, quest’ultima situata nelle vicinanze di Isola Capo Rizzuto dove si trova una area marina protetta.<br />
In provincia di Vibo Valentia si trovano le note spiagge di Capo Vaticano e Tropea, che con il loro mare cristallino sono alcuni fra i luoghi più visitati dell’intera Calabria. Infine, proseguendo verso Reggio Calabria, si trovano le belle spiagge di Scilla, Riace, San Lorenzo Marina e Capo Spartivento.</p>
<h2>Scoprire grazie all’autonoleggio Lamezia Terme e il mare calabrese</h2>
<p>Per una vacanza in Calabria all’insegna della scoperta e del mare è indispensabile poter contare su un mezzo di trasporto proprio. A chi arriva qui in treno o in aereo si consiglia vivamente di ricorrere all’autonoleggio e Lamezia Terme offre diverse opportunità per affittare autovetture. Per quanto riguarda l&#8217;<a href="http://www.autonoleggio-online.it/Italia/Autonoleggio-Lamezia-Terme.aspx">autonoleggio Lamezia Terme </a>città non rappresenta naturalmente l’unica opzione; diverse agenzie specializzate operano infatti presso il suo scalo aeroportuale internazionale. Grazie alla possibilità di ricorrere all’autonoleggio Lamezia Terme e i suoi dintorni possono essere esplorati in completa autonomia e libertà.</p>
<p>Foto: Thaut Images &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Cresce il rischio di maremoto nel Tirreno</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nduja</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2011/12/maremoto-300x199.jpg" alt="Movimenti terrestri" title="Maremoto" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-28" /><strong>A metà strada tra la Calabria e la Sicilia, tra le acque del mar Tirreno c’è un antico vulcano: il Marsili. Per centinaia di anni, questo vulcano è rimasto in silenzio. Un lungo letargo che sembra essersi definitivamente interrotto lo scorso marzo, mese in cui il potente vulcano che abita nel Tirreno ha deciso di risvegliarsi mettendo in allerta vulcanologi e protezione civile.</strong></p>
<h2>Il risveglio del Marsili e il rischio di un maremoto</h2>
<p>Il vulcano sommerso nel mare ha iniziato a dare nuovi cenni di vita all’inizio del 2011 e secondo i ricercatori del dipartimento di pianificazione e scienza del territorio dell’università Federico II di Napoli si tratterebbe di un chiaro segnale di pericolo. Un’allerta che riguarderebbe sia le coste calabre e campane che quelle sicule che – secondo il parere degli esperti – rischierebbero di essere sommerse dalle onde del mare altissime che si leverebbero nel caso di una eruzione potente del Marsili. Dunque, un’eruzione del Marsili potrebbe generare uno tzunami in grado di colpire e devastare le coste tirreniche del meridione. Un’ipotesi allarmante che diventa ancora più minacciosa se si tiene conto del fatto che l’Italia non è assolutamente preparata a subire ed affrontare un evento catastrofico della portata di un maremoto.</p>
<h2>Un maremoto potrebbe devastare le coste tirreniche</h2>
<p>Il maremoto più recente si è verificato nel 2002 quando, in seguito ad alcuni crolli del vulcano sottomarino in movimento, si è levata un’onda anomala che ha colpito le coste dell’isola di Stromboli. In quell’occasione i danni furono pochi anche grazie al fatto che il maremoto si verificò durante il periodo invernale quando le coste erano prive di turisti. Ciononostante la costa fu danneggiata e le case vicino al mare furono completamente rase al suolo. Questo episodio, tuttavia, ha fatto discutere molto gli studiosi che in più di un’occasione si sono soffermati a riflettere sulle conseguenze che potrebbero abbattersi sulla popolazione se il maremoto si verificasse durante il periodo estivo. Inoltre, gli studiosi hanno affermato che i maremoti innescati anche da lievi spostamenti della crosta terrestre che circumnaviga il Marsili sono stati frequenti negli ultimi anni e le macchine testimoniano che, anno dopo anno, si fanno sempre più violenti.</p>
<p>Foto: Duncan Noakes &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Prodotti agricoli calabresi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 11:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nduja</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2011/12/coltivazioni-300x199.jpg" alt="Prodotti agricoli" title="Coltivazioni" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-25" /><strong>I prodotti agricoli calabresi sono quasi trecento e variano dalle marmellate alle olive, passando per i liquori, i formaggi e le tradizionali cipolline. Terra di grandi tradizioni religiose e storiche, la Calabria da sempre riesce a creare un connubio perfetto tra storia e cucina che contribuisce a conservare e tramandare la storia di una delle regioni più belle d’Italia.</strong></p>
<h2>I prodotti calabresi: dalle carni ai formaggi</h2>
<p>I prodotti agricoli calabresi sono numerosi. Molti sono legati alla carne e in particolare alle diverse tecniche di preparazione del maiale. Tra queste le più note sono le frittole, il guanciale, il lardo, la ‘nduria, la ‘nnuglia e i vari prosciutti e pancette tipiche. Sempre legati alla preparazione del maiale sono il salame crudo di Albidona, il salato di Crotone, e le numerose varietà di salsicce: da quelle preparate con il finocchietto e la satizza a quella di coretto. Ci sono poi la tipica salsiccia pezzente e le soppressate come quella affumicata e quella di decollatura. Un discorso a parte, poi, va fatto per i formaggi tipici calabresi come il caciocavallo che in questa regione è prodotto in tre tipologie diverse, tra cui il caciocavallo podolico e quello di Ciminà. Poi c’è il canestrino, il pecorino crotonese e il formaggio di capra della Limina.</p>
<h2>I prodotti calabresi: liquori, marmellate, legumi e olive.</h2>
<p>Tra gli altri prodotti agricoli della Calabria, poi, ci sono gli oli extra vergine d’oliva, i legumi, ma anche i dolci e i tradizionali liquori. Tra i liquori tipici c’è sicuramente il fragolino ma anche l’anice, l’amaro delle erbe e i liquori aromatizzati con la liquirizia e con il finocchietto. Gli oli, invece, sono tutti extra vergine e si distinguono per la provenienza delle olive con cui sono prodotti. Ad esempio, ci sono le olive di Tropea ma anche quelle della Locride e del Savuto sono molto importanti. Infine, la produzione agricola calabra è ricca di legumi dal sapore unico: ci sono i funghi, le cipolle, le cipolline, i fagioli, i fichi. Inoltre, la Calabria è famosa anche per le sue confetture sia di marmellata che di miele oltre che per i celeberrimi peperoncini rossi.</p>
<p>Foto: starush &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le specialità calabresi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 11:52:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Calabria è una regione straordinaria sia per le sue bellezze paesaggistiche che per le sue prelibatezze culinarie. La cucina calabra, infatti, è famosa nel mondo per i suoi piatti saporiti sempre accompagnati da storie e leggende antiche che contribuiscono &#8230; <a href="http://www.calabrianuova.it/enogastronomia/le-specialita-calabresi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2011/12/Specialità-300x199.jpg" alt="Prodotti tipici" title="Salumi misti" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-22" /><strong>La Calabria è una regione straordinaria sia per le sue bellezze paesaggistiche che per le sue prelibatezze culinarie. La cucina calabra, infatti, è famosa nel mondo per i suoi piatti saporiti sempre accompagnati da storie e leggende antiche che contribuiscono ad accrescere la curiosità di chi, di volta in volta, si cimenta nella scoperta di questa bella regione italiana.</strong></p>
<h2>I primi piatti calabresi</h2>
<p>Ogni piatto calabro, in effetti, è legato ad una tradizione di natura religiosa o comunque spirituale. Tra le specialità calabresi per eccellenza ci sono sicuramente i Maccheroni, la cui nascita sembra aver segnato la successiva distribuzione della pasta in tutta l’Italia. Tra i primi piatti più gustosi di questa regione ci sono le lagane con i ceci, ovvero le tagliatelle con i ceci preparate in padella con un filo d’olio, con un peperoncino (sempre calabro) e uno spicchio d’aglio. Un altro primo piatto gustoso ed abbondante è la tradizionale pasta al forno che in dialetto calabro si chiama pasta n’casciata o pasta lu furnu. Si tratta di una vera e propria bomba di gusto preparata con maccheroni rigati, uova sode, ragù e tantissimo pecorino. Ma i primi piatti calabri non finiscono qui: tra i più gustosi, infatti, ci sono anche la pasta e patate, la pasta e fagioli, la zuppa di pane con cipolle e la pasta con i cardi.</p>
<h2>I secondi piatti e i pesci calabresi</h2>
<p>Il menù di piatti tipici calabresi, poi, continua con i secondi piatti, la cui consistenza e squisitezza tiene decisamente testa ai primi piatti. Tra i secondi piatti più tipici della tradizione culinaria calabra ci sono le frittole, cioè alcune parti del maiale cucinate nel grasso stesso dell’animale. Similari alle frittole, poi, sono i Curcùci e il suffritto, diffuso anche in altre regioni del sud italia. Oltre alle carni di maiale, però, sono molto diffuse anche le carni di agnello: il particolare le costolette che generalmente vengono preparate con olive verdi, peperoni e un filo d’olio extra vergine d’oliva. Infine, meritano di essere menzionati anche i pesci calabresi. In particolare, sono molto diffusi il pesce spada e lo Stocco: due pesci che i calabresi veraci cucinano in mille modi diversi.</p>
<p>Foto: Comugnero Silvana &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Calabria da non perdere</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 11:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nduja</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2011/12/Calabria-Vista-300x200.jpg" alt="Calabria" title="Panorama" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-19" /><strong>La Calabria è una delle più belle ed affascinanti regioni del sud Italia. Troppo spesso, però, il nome di questa regione è stato associato ad una delle organizzazioni malavitose più pericolose e diffuse nel mondo. A discapito di ciò, oggi la Calabria vive un nuovo periodo d’oro per merito della sua risorsa più grande: il mare.</strong></p>
<h2>Regione Calabria: mare, montagne e poesia</h2>
<p>La Calabria, infatti, è l’unica regione italiana ad essere affacciata su ben tre mari: il mar Tirreno, il mar Ionio e lo stretto di Messina. Oltre alla bellezza del paesaggio marino, però, la Calabria gode di straordinari paesaggi montani e collinari che rendono questa regione unica nel suo genere per questo particolare mescolamento di mare e monti. La bellezza ancora selvaggia di questa regione è dovuta anche al fatto che non ci sono città eccessivamente popolose ed aree industriali molto grandi. La straordinaria bellezza della natura calabrese ha ispirato alcuni dei poeti e scrittori più famosi del mondo. Gabriele d’Annunzio, ad esempio, definì il lungo mare del capoluogo, Reggio Calabria, il tratto più bello dell’intera Italia.</p>
<h2>Tutte le cose da vedere in Calabria</h2>
<p>La fama e la bellezza di questa regione ogni anno attirano milioni di turisti che scelgono di trascorrere le loro vacanze estive nelle località marine più famose della regione. Tra le più note ci sono Soverato, Diamante, Copanello, Capo Vaticano, Scalea, Tropea, Montepaone, Corigliano Calabro, Roseto Capo Spulico, Belvedere Marittimo, Praia a Mare, Palmi, Roccella Ionica e Cirò Marina. Oltre al mare e a queste splendide cittadine turistiche, però, la Calabria è fonte di grande attrazione per i suoi importanti monumenti. Tra i più importanti c’è il sontuoso castello Aragonese che si trova a Reggio Calabria, c’è la Villa Comunale ‘Giuseppe Mazzini’ che si trova a Palmi, c’è il Castello di Palizzi, il Santuario di Maria Santissima del Carmelo che si trova sempre a Palmi, c’è la cattedrale dell’Assunta di Gerace, la Fontana degli Specchi di Villa Caristo situata a Stignano, la bellissima chiesa di San Bernardino di Amantea, il tempio di Era Lacinia di Crotone e la meravigliosa villa comunale di Cittanova.</p>
<p>Foto: Philipp Keltenich</p>
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		<title>Nuovi ospedali in costruzione in Calabria</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 11:44:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ dello scorso marzo la notizia rilasciata dalla Regione Calabria relativa alla prossima costruzione di quattro nuovi ospedali nella regione. Un progetto imponente attraverso il quale la Regione si è preparata ad investire quasi cento milioni di euro per aprire &#8230; <a href="http://www.calabrianuova.it/news/nuovi-ospedali-in-costruzione-in-calabria/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2011/12/Ospedali-300x204.jpg" alt="Ospedali" title="Dottori" width="300" height="204" class="alignleft size-medium wp-image-15" /><strong>E’ dello scorso marzo la notizia rilasciata dalla Regione Calabria relativa alla prossima costruzione di quattro nuovi ospedali nella regione. Un progetto imponente attraverso il quale la Regione si è preparata ad investire quasi cento milioni di euro per aprire nuovi ospedali a Vibo Valentia, Catanzaro, a Sibari e a Gioia Tauro.</strong></p>
<h2>Quattro nuovi ospedali per la Calabria</h2>
<p>Per ottenere il via libera alla costruzione di questi nuovi ospedali, la Regione Calabria ha avuto bisogno di chiedere un mutuo per la cifra di ottanta milioni di euro. Una cifra importante che ha tenuto il progetto bloccato per molto tempo in attesa che i funzionari della regione riuscissero a procurarsi le coperture assicurative e finanziarie necessarie per accedere al mutuo. Oltre a questi quattro nuovi ospedali, inoltre, la Regione Campania si prepara a costruire un importante centro di oncologia, continuando – in questo modo – anche a sostenere la Fondazione Campanella di Catanzaro che da molti anni è attiva nel campo della ricerca e della cura oncologica. </p>
<h2>I nuovi ospedali in Calabria e l’aiuto della Lombardia</h2>
<p>Per avviare il progetto relativo alla costruzione di questi nuovi ospedali, la regione Calabria ha pubblicato un bando aperto a chiunque volesse partecipare alla costruzione delle nuove strutture sanitarie. I criteri di selezione dei vari costruttori sono stati, però, puramente economici.  I vincitori, infatti, sono stati coloro che hanno offerto la proposta più vantaggiosa dal punto di vista economico e che, nel contempo, hanno apportato delle modifiche e dei miglioramenti, al progetto originario della regione. I nuovi ospedali, che secondo la Regione dovrebbero essere aperti nel 2015, sono stati progettati ed avviati con l’aiuto della Regione Lombardia. La storia di questa regione, infatti, è particolarmente virtuosa in materia di progetti e realizzazioni di ospedali. Per questo motivo, il presidente della Regione Calabria, Scopelliti, ha chiesto aiuto alla Lombardia affinchè i progetti calabresi non cadessero nel vuoto ma fossero tutelati (anche con l’ausilio della Lombardia), e portati a compimento nel pieno rispetto del progetto e dei tempi da esso previsti. Il rapporto con la regione Lombardia, stando alle dichiarazioni di Scopelliti, durerà fino alla realizzazione degli ospedali e ai lombardi non andranno benefici economici al di fuori delle sole spese vive sostenute per la consulenza e l’auto offerto ai calabresi.</p>
<p>Foto: Alexander Raths &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Marsili si risveglia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 11:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nduja</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al largo delle isole Eolie, nelle profondità del mar Tirreno è seppellito un antico vulcano chiamato Marsili. Si tratta di un vulcano situato a metà strada tra la Calabria e la Sicilia (la sua distanza dalle due regioni, infatti, è &#8230; <a href="http://www.calabrianuova.it/news/il-marsili-si-risveglia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-12" title="Nubi" src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2011/12/eruzione-300x200.jpg" alt="Eruzioni" width="300" height="200" /><strong>Al largo delle isole Eolie, nelle profondità del mar Tirreno è seppellito un antico vulcano chiamato Marsili. Si tratta di un vulcano situato a metà strada tra la Calabria e la Sicilia (la sua distanza dalle due regioni, infatti, è rispettivamente di 140 e 150 chilometri) e secondo gli studiosi è uno dei vulcani più grandi dell’intera Europa.</strong></p>
<h2>La scoperta del Marsili e le prime ricerche degli studiosi</h2>
<p>Nonostante le sue dimensioni, il Marsili è stato scoperto recentemente. Risale al 1920, infatti, la sua individuazione da parte di un gruppo di studiosi che gli attribuirono questo nome in onore ad un grande scienziato italiano, Luigi Fernando Marsili. Anche dopo la sua scoperta, tuttavia, gli scienziati non si sono interessati molto a questo vulcano. I primi studi sul Marsili, infatti, risalgono al 2005, anno in cui alcuni ricercatori si interessarono a questo grande vulcano presentando una serie di progetti a rete attraverso il Cnr. In questa occasione, gli studiosi hanno scoperto che negli ultimi 2000 anni, il vulcano si è risvegliato spesso producendo anche piccoli maremoti che hanno inondato le coste di alcune isole eoliche.</p>
<h2>L’attività del Marsili e il pericolo tzunami per le coste tirreniche</h2>
<p>I vulcanologi analizzando la composizione del Marsili hanno scoperto che la sua roccia ha la stessa composizione delle isole vulcaniche delle Eolie (ad esempio, Stromboli). Inoltre, è stato scoperto che negli ultimi anni il Marsili si è pericolosamente risvegliato, riprendendo la sua attività a pieno ritmo. Quando un vulcano sottomarino della grandezza e potenza del Marsili si riattiva significa che – in seguito alle eruzioni – si verifica un cedimento della parete rocciosa del vulcano. Queste rocce che cadono e si spostano nel mare producono un’alterazione delle onde. Quando la massa di rocce è particolarmente consistente le onde del mare si levano ad una velocità – e quindi ad una potenza – più sostenuta. In tal modo, secondo gli studiosi si sono prodotti negli ultimi anni una settantina di maremoti che si sono abbattuti – seppur con conseguenze lievi – sulle coste sicule, campane e calabre. Secondo alcuni esperti dell’università di Napoli, però, questi maremoti potrebbero diventare più frequenti e potenti e – per questi motivi – potrebbero rappresentare una seria minaccia per le popolazioni di queste tre regioni che non sono assolutamente preparate ad affrontare questo tipo di calamità naturali.</p>
<p>Foto: © Wendy Kaveney</p>
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		<title>Il Peperoncino Festival</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 09:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nduja</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5" title="Costa" src="http://www.calabrianuova.it/wp-content/uploads/2011/12/Calabria-279x300.jpg" alt="Costa calabrese" width="279" height="300" /><strong>Come ogni anno è l’incantevole cornice della cittadina di Diamante in provincia di Cosenza che ha ospitato la 19ma edizione del Peperoncino Festival, evento organizzato dall’Accademia Italiana del Peperoncino che nasce con la “piccante” idea della valorizzazione del peperoncino appunto, spezia che come tutti sanno ha nella nostra Calabria la patria dell’eccellenza nazionale di questa produzione. E’ stata come sempre una manifestazione ricca di appuntamenti culinari con ricette e degustazioni a base piccante ovviamente, ma l’evento è stato reso ancor più ricco da altri eventi speciali come il Piccante film festival, la rassegna internazionale di teatro di strada oltre a tanti concerti live.</strong></p>
<h2>Come nasce il Peperoncino Festival?</h2>
<p>E’ stata una scommessa lanciata da Enzo Monaco nel 1992, giornalista e amante della gastronomia, nato con l’intento di riuscire a prolungare oltre il periodo di Agosto la stagione estiva della costa calabra “diamantea”. La ricetta vincente dell’evento di fine estate fu quella di mischiare sapientemente la promozione delle preparazioni a base di peperoncino alla cornice mondana di eventi e personaggi sia del mondo enogastronomico che dello spettacolo, riuscendo a diventare non solo un’esperienza di forte aggregazione sociale ma anche un trampolino mediatico per le personalità e gli addetti ai lavori del comparto gastronomico italiano.</p>
<h2>Come si articola il Festival del Peperoncino?</h2>
<p>All’inizio il Festival si articolava in uno o due giornate nei primi giorni del  mese di settembre, ma dopo il crescendo successo dell’evento i giorni dedicati sono diventati sempre più fino alle ultime edizioni che constano di quasi una settimana, infatti attualmente è uno degli eventi più lunghi che si registrano nel settore enogastronomico. Il punto di forza del Festival del Peperoncino è stato quello di saper riunire due aspetti della vita quotidiana che sono altamente trainanti nella vita di ognuno di noi e cioè “gola” e  “divertimento”. Oltre agli innumerevoli appuntamenti con gustose, stuzzicanti e “piccantissime” preparazioni culinarie la manifestazione vede concerti di musica italiana e straniera, con l’organizzazione di spettacoli dove molti “vip” del panorama nazionale sono chiamati sia alla loro conduzione che a parteciparvi come semplici ospiti. E poi cabaret, satira ma anche dibattiti sulle proprietà terapeutiche della cucina “intelligente” e del peperoncino per arrivare allo “Stradateatro” un’importante rassegna del teatro internazionale di strada che negli ultimi anni è diventato un trampolino di lancio per attori e attrici in erba.</p>
<p>Foto: Patty &#8211; Fotolia</p>
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